Da Pallone d’Oro a capo di Stato: l’imprevedibile percorso del presidente della Liberia George Weah
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| U.S. Embassy in Monrovia, Liberia, Public domain, via Wikimedia Commons |
Il 1° ottobre 1966 nasceva George Weah, presidente della Liberia dal 22 gennaio 2018. Ma qual è stato il percorso della sua carriera?
A differenza di molti capi di Stato africani, provenienti spesso dalle privilegiate élite economiche e culturali, Weah discende da una famiglia povera che viveva in una baraccopoli alla periferia della capitale liberiana.
King Weah, una carriera straordinaria nel mondo del calcio
Notato da giovanissimo per la sua abilità calcistica, George Tawlon Manneh Oppong Ousman Weah (questo il suo nome completo) giocò per qualche anno in squadre locali semi-professionistiche, lavorando nel frattempo come centralinista per mantenersi economicamente ed aiutare la propria famiglia. A 22 anni, mentre giocava in Camerun, fu notato da degli osservatori europei e passò al Monaco esordendo nel campionato francese, in cui riuscì da subito ad imporsi come il prototipo dell’attaccante moderno e prolifico.
In Europa vinse 8 trofei giocando anche con le maglie di Paris Saint-Germain, Milan e Chelsea ed ottenne prestigiosi riconoscimenti individuali come il Pallone d’Oro e il premio FIFA World Player of the Year nel 1995.
Dal matrimonio con Clar Marie Duncan, cittadina statunitense di origine giamaicana, ha avuto 3 figli, di cui i due maschi sono diventati anch’essi calciatori professionisti. Il più giovane Timothy gioca attualmente come centrocampista della Juventus e della nazionale degli Stati Uniti, paese dove la famiglia ha vissuto per anni.
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| Amos Ben Gershom / Government Press Office, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons |
Da Pallone d’Oro a Capo di Stato, 57 anni tra calcio e politica
Nel 2002, ritiratosi dal calcio agonistico, all’età di 36 anni Weah si dedicò ad utilizzare la sua fama e gli ingenti guadagni ricavati in carriera a favore del suo paese di origine, uno tra i più poveri del mondo, con iniziative per la pace e l’istruzione dei più giovani. Per il suo attivismo umanitario venne scelto come Ambasciatore di buona volontà dall’ONU e dall’UNICEF.
Nel 2005 si candidò alle presidenziali ma perse il ballottaggio nonostante la sua enorme popolarità. Accettata la sconfitta dopo iniziali accuse di brogli, cercò di guadagnare una maggiore credibilità politica riuscendo ad essere eletto senatore.
Il suo percorso fu coronato nel 2018 quando vinse finalmente le elezioni, nel primo cambio di potere pacifico in settant’anni nel paese dell’Africa occidentale. Con la sua elezione stabilì tra l’altro un nuovo primato: fu il primo ex calciatore professionista a divenire capo di stato. Il 30 gennaio Weah ha dichiarato in Parlamento che si ricandiderà per un secondo e ultimo mandato, nonostante non sia ancora riuscito a risollevare il paese dalle conseguenze di una guerra civile durata 14 anni e terminata nel 2003.
Post originale: www.ricorrenzeoggi.it


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