5 curiosità sui Peanuts a 73 anni dal loro esordio

Immagine dal profilo Instagram @snoopygrams


Era il 2 ottobre 1950 quando i Peanuts di Charles Schulz furono presentati al pubblico americano per la prima volta. Sul Washington Post e altri 7 quotidiani, ormai 73 anni fa, vennero pubblicate le prime strisce a fumetti con protagonisti Charlie Brown, i suoi amici ed il suo cane Snoopy. Da allora e fino al febbraio 2000 apparvero quasi 18mila strisce di quella che sarebbe stata definita la storia più lunga mai raccontata da un singolo essere umano.

I Peanuts rappresentano una pietra miliare forse inarrivabile dell’arte fumettistica e in generale della cultura pop, in grado di parlare di qualunque tema a grandi e piccoli. Pur essendo tuttora seguiti e amati da un pubblico enorme in tutto il mondo, anche grazie ad una politica di merchandising spinta all’estremo, ci sono ancora delle cose che non tutti conoscono. Ecco 5 curiosità sui Peanuts a 73 anni dal loro esordio.

Peanuts, un nome che l’autore non amava

Innanzitutto, il nome Peanuts fu scelto da un oscuro editor ispirandosi ad un programma televisivo per bambini di grande successo all’epoca. Charles Schulz avrebbe voluto per la sua striscia un nome differente, o adottare quello della sua opera precedente, cioè Li’l Folks (traducibile più o meno in Personcine). Anche se non riuscì mai a cambiarlo, il disegnatore non smise mai di sottolineare la sua insoddisfazione per questo nome.

Charlie Brown in Italia

A proposito di nomi, la prima apparizione dei Peanuts in Italia avvenne sul quotidiano Paese Sera nel 1961. Nonostante il grande successo negli Stati Uniti, la striscia era praticamente sconosciuta nel nostro paese, tanto che gli adattatori ribattezzarono il protagonista principale Charlie Brown col nome di Pierino.

Forse intendevano rifarsi al tradizionale personaggio delle barzellette, anche se poi in corso d’opera ne modificarono il nome in Carletto, con una scelta altrettanto discutibile ma almeno più fedele all’originale.

Snoopy il Bracchetto (o no?)

Un’altra traduzione non proprio fedele è relativa alla razza del cagnolino Snoopy, che il tratto stilizzato di Schulz non rende così evidente: mentre in italiano viene definito da sempre un Bracchetto, nell’edizione originale si parla chiaramente di un Beagle.

L’autore fu un grande amante dei cani per tutta la sua vita e dichiarò spesso di essersi ispirato per quanto riguarda il carattere di Snoopy ad un Pointer inglese di nome Spike, definito il miglior amico avuto nella sua infanzia.


Charles Schulz – Roger Higgins, World Telegram staff photographer, Public domain, via Wikimedia Commons


Schulz e i suoi strumenti

Oltre che ai suoi cani, pare che Schulz fosse affezionato e fedele anche ai suoi strumenti di lavoro. Ad esempio in più di 50 anni di attività utilizzò solamente due tavoli da disegno. Aveva poi l’abitudine di inchiostrare le sue tavole sempre con lo stesso tipo di pennino, chiamato Esterbrook 914.

Era così legato a questo modello che, secondo una leggenda tramandata nel mondo dei fumettisti, quando si sparse la voce che la casa produttrice ne avrebbe interrotto la fabbricazione, Schulz li contattò ed acquistò in blocco l’intera rimanenza di magazzino. E per questo motivo quel modello è diventato una rarità ricercatissima (e pagata a caro prezzo) dai collezionisti.

I Peanuts, bambini che non crescono mai

Snoopy e Charlie Brown, insieme a Linus, Lucy, Patty e Sally, sono sicuramente i protagonisti principali di questa saga, ma nel corso dei 50 anni di pubblicazione della strip, Schulz ha utilizzato secondo gli storici del fumetto un totale di 74 personaggi differenti. E l’elemento caratteristico di questo capolavoro della nona arte è che nessuno di essi è un adulto.

Bisogna però sottolineare che i temi affrontati attraverso le voci di questi “bambini che non crescono mai” sono spesso tutt’altro che infantili, spaziando dai problemi più comuni dei rapporti tra amici fino alle grandi questioni della serie “Chi siamo? Dove andiamo?” che tutti prima o poi si trovano ad affrontare nella vita.


Post originale: ricorrenzeoggi.it




Commenti

Post più popolari